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UN ANNO CON L’ASSOCIAZIONE “L’ALTRASTRADA”

— Strada —
 
La presenza in strada di lavoratrici sessuali nel 2024 ricalca per numeri e situazioni quella dell’anno precedente, accentuando alcune criticità.
Le persone incontrate sono ancora 36, di provenienza quasi equamente divisa tra Centro-Sud America ed Europa dell’Est, a parte quattro persone, una nigeriana e tre italiane, che vediamo molto saltuariamente.
Anche il numero di persone viste con regolarità lungo tutto l’anno, e quello di chi abbiamo visto molto saltuariamente, si equivalgono; le persone viste assiduamente sono rimaste quasi le stesse, con una sola arrivata ed una che non vediamo più, mentre tra le presenze più sporadiche ne abbiamo conosciute 7 e perse di vista 5, delle quali 4 appena arrivate.
 
Dai nostri incontri in strada non rileviamo direttamente situazioni di sfruttamento o coercizione, e nessuna ci ha mai detto di sé qualcosa di simile se non riferendosi al passato, ma convivenze con uomini quantomeno mantenuti – se non sfruttatori – non si possono escludere, e circostanze del genere ci sono state riportate da alcune persone che incontriamo, a proposito di alcune donne dell’Est Europa.
 
La quasi totalità delle persone incontrate lamenta un accentuarsi del calo di clienti e il fatto che questi sono sempre meno disposti a pagare quanto richiesto. In alcuni casi a questo si aggiunge la grande difficoltà a trovare casa e quindi il dover abitare in strutture ricettive molto più costose di un normale appartamento, che per una
prostituta ha già un prezzo ben superiore alla norma. La condizione economica non rosea spinge in alcuni casi a cercare – con grande difficoltà – un lavoro diurno (precario e mal pagato), e più spesso spinge a fare annunci online, vincendo qualche remora, legata sia al rischio dell’incontro in casa con clienti sconosciuti che al tempo che questa modalità obbliga a passare al telefono a rispondere per lo più a scocciatori.
 
Rileviamo che si è accentuato da parte delle prostitute il senso di inutilità, ai fini di acquisire clienti, della loro presenza in strada, perché nella stragrande maggioranza dei casi vengono contattate ormai solo con gli annunci.
Rimane comunque l’abitudine a stare in strada, per incontrare altre persone o anche solo per uscire di casa. Stare in strada significa anche sopportare una serie di comportamenti molesti e violenti da parte dei passanti. Ci sono state riportate – per fortuna raramente – alcune aggressioni fisiche, sia a sfondo sessuale che non, spesso ad opera di persone ubriache, e in un caso danni alla vettura di una donna in cui lei si era rifugiata per sfuggire a un attacco, sempre ad opera di un ubriaco. Oltre all’allarme che questi episodi procurano c’è anche la sensazione di nessuna sicurezza della strada e nessuna tutela da parte delle forze dell’ordine. C’è nelle vittime di questi atti, la consapevolezza che essendo quasi sempre gli autori di questi reati immigrati irregolari, non sono monitorati e soprattutto non vengono perseguiti, a maggior ragione se le vittime sono prostitute.
 
Ma se questi episodi sono per fortuna rari, la realtà quotidiana in strada è fatta di atteggiamenti di scherno dei passanti, insulti urlati e oggetti lanciati dalle macchine in corsa, e a volte comportamenti aggressivi e minacciosi. Gli autori sono ragazzi (spesso) e adulti, sia italiani che non. La reazione comune delle donne coinvolte a queste situazioni è di acquisire la capacità di mostrare sicurezza e fermezza, nel non mostrarsi spaventate ma reattive. Ma non è difficile immaginare lo stress sopportato da chi alla lontananza da casa e famiglia, alle difficoltà economiche, di emarginazione, e di controllo del rapporto con i clienti, deve aggiungere la gestione di queste situazioni.
 
A proposito del rapporto con i clienti le segnalazioni di comportamenti scorretti o molesti ad opera di una parte di loro non sono cambiate nel 2024 e riportano principalmente approcci molto fastidiosi e avvilenti, sia in strada che al telefono, con la frequente richiesta di rapporti non protetti, a poco prezzo e con prestazioni improponibili.
Qualche volta si va oltre con atteggiamenti arroganti e irrispettosi.
 
Nel 2024 non abbiamo ascoltato racconti di violenze più gravi, di qualunque tipo, da parte di clienti. Tutto sommato quindi non sorprende la frequente malinconia di chi è appena tornato da una vacanza nel paese di origine, o che tra queste persone qualcuna ogni tanto somatizzi disagio e tensione in disturbi fisici o dimagrimento, ma tranne nel momento in cui ci vengono raccontate, tutte queste difficoltà restano sullo sfondo quando ci vediamo. Troviamo sempre persone che vogliono trasmettere positività ed avere con noi incontri allegri, ci chiedono come stiamo e preferiscono parlare d’altro con noi.
 
Per quanto riguarda i rapporti con le nostre persone al di fuori delle uscite, è una cosa che teniamo a sviluppare e che al momento avviene frequentemente con P. a Trento e più saltuariamente con C. a Verona. Nel 2024 abbiamo cominciato a vedere S., che ci ha chiesto aiuto a maggio nella ricerca lavoro. Siamo stati a Villa Sant’Ignazio assieme per CV e cena, e a ottobre, quando ci ha informato che era incinta, l’abbiamo accompagnata a Casa di Ramìa, a Verona, per prendere contatto con questa bella realtà di aiuto.
 
Non abbiamo fatto altri progressi significativi nel frequentare qualcuno in più al di fuori delle uscite ma proviamo a muoverci in questa direzione, con qualche passo avanti, e le relazioni in generale si sono rinsaldate.
 
— Associazione —
 
L’estate 2024 ci ha visto rimanere in 3 dopo l’uscita dall’associazione di due volontarie, Gaia e Francesca. In quel momento l’associazione ha vacillato: uscite e riunioni, che durante l’anno sono state abbastanza regolari, in quel periodo si sono prima diradate e poi quasi fermate per due mesi.
L’acquisizione di nuovi volontari e volontarie è una priorità dell’associazione da molto tempo, ma non abbiamo ancora trovato un metodo per raggiungere potenziali persone interessate in modo regolare ed efficace. I contatti in questo senso si sono quindi limitati a persone che ci hanno trovato e interpellato di loro iniziativa o attraverso comuni conoscenze.
 
Durante l’anno abbiamo parlato in vari modi con 6 persone, tutte donne, e 2 di queste, Erica e Luljeta, tra fine 2024 ed inizio 2025, sono diventate nuove volontarie. Il loro arrivo è stato provvidenziale per dare nuova linfa all’associazione e rinnovare l’entusiasmo.
 
L’attività di sensibilizzazione, punto fondante della nostra associazione, è cominciata a febbraio con la partecipazione a BeJetzt, un progetto di CSV e Forum per la pace per promuovere la cittadinanza attiva ed il volontariato tra i giovani. È consistito in due incontri di formazione per noi e due di interazione con i ragazzi delle scuole superiori del Trentino. Siamo stati coinvolti in questo progetto tramite la nostra ex volontaria Giada, ed è stata sicuramente l’esperienza con le scuole più strutturata e gratificante che abbiamo avuto negli ultimi anni.
 
Abbiamo avuto poi altri due incontri con studenti, entrambi molto interessanti, in cui è uscito qualche pregiudizio da parte loro ma soprattutto la voglia dei ragazzi di conoscere e capire qualunque realtà, se viene data loro la possibilità. Il primo, a febbraio al liceo Rosmini, a cui siamo stati invitati da uno studente partecipante a BeJetzt. Una mattina in cui diverse realtà parlavano ai ragazzi di sessualità. Il secondo all’ENAIP, dove per la prima volta dopo il Covid, a metà novembre abbiamo ripreso una vecchia consuetudine dell’AltraStrada e, invitati dal professore Diego Andreolli, abbiamo avuto un’intera giornata di confronto con i ragazzi.
 
Un terzo invito di studenti anche loro presenti a BeJetzt, per adesso non si è concretizzato. Oltre alle scuole abbiamo partecipato ad Eventi di sensibilizzazione di altro tipo. I 3 cortei di NUDM: per l’8 marzo a Trento, con un nostro intervento; per il 25 novembre a Roma (svoltosi il 22), a cui abbiamo partecipato in 2; e quello del 25 novembre a Trento. A fine aprile siamo stati ospiti di due assemblee di NUDM Trento in cui abbiamo raccontato la nostra attività ed insieme a NUDM, rappresentanti di Donne per la pace, Donne ANPI, Osservatorio Interreligioso sulla Violenza Contro le Donne e alcune persone singole abbiamo discusso del fenomeno prostituzione. È stato molto interessante confrontarsi pacatamente con diverse opinioni, alcune simili, altre anche molto diverse dalla nostra.
 
A maggio abbiamo preso parte per una mattina con un nostro stand alla fiera del volontariato svoltasi in piazza Duomo, come evento per Trento capitale del volontariato. Non abbiamo avuto i contatti sperati ma è stata comunque una prima esperienza formativa. Alcuni di noi hanno poi partecipato o assistito come pubblico a diversi eventi: in particolare, quest’anno non era possibile per gli esterni partecipare al convegno delle organizzazioni di sex workers, svoltosi in ottobre a Roma, e non abbiamo avuto notizia di altri eventi che abbiano dato voce a questa categoria, mentre tre eventi a cui abbiamo assistito durante l’anno promuovevano al contrario un approccio abolizionista al fenomeno prostituzione, che non condividiamo e non è condiviso da chi incontriamo. Si tratta di:
– Un incontro online con Resistenza Femminista ad aprile;
– Un convegno di Matriforum a Bolzano in ottobre;
– Il convegno I corpi delle donne, alla Fondazione Caritro, sempre ad ottobre.
 
Nel primo e nel terzo evento abbiamo espresso qualche nostra opinione, riscontrando scarsa propensione al dialogo nei confronti delle prostitute, soprattutto nel non accogliere il nostro invito ad ascoltare e dare valore alla voce e al vissuto di chi questo lavoro lo fa.
 
Durante l’anno abbiamo seguito come pubblico altri sei eventi (convegni, presentazioni di libri o spettacoli teatrali) che trattavano di violenza sulle donne e questioni di genere. Nel 2024 è proseguito il percorso di Schiacciati nel presente, promosso da Villa Sant’Ignazio e Aggiornamenti Sociali. Nell’incontro di febbraio e nell’assemblea di maggio enti e associazioni di Villa operanti nel volontariato hanno riflettuto insieme sullo stato della società partendo da noi volontari e dai nostri destinatari. Anche in queste due occasioni, come nel 2023, il nostro contributo non è stato molto rilevante, ma è stato ancora molto interessante ascoltare le riflessioni dei relatori e dei nostri colleghi volontari. Nell’inizio di Cosa ci tiene uniti, prosieguo del percorso, partito a fine anno, siamo stati senz’altro più partecipi, contribuendo tutti insieme alla nostra riflessione, condivisa nel primo incontro ad inizio 2025 con le altre realtà.
 
Non è andata bene con le interviste ai media nel 2024. Un giornalista di una nota TV locale si è rifiutato di darci la possibilità di verificare un servizio video su di noi ed eventualmente bloccarne la pubblicazione, facendo saltare l’intervista; poi una giornalista di un quotidiano ha fatto peggio, dicendo di accettare le stesse condizioni per poi fare invece di testa sua, producendo un pessimo articolo nel quale oltretutto compare una foto in cui si riconosce una persona che incontriamo in strada.
 
Questi episodi se non altro ci hanno fatto riflettere sulla necessità di sviluppare meglio la nostra presenza sui social per raggiungere autonomamente un pubblico più ampio. Un altro proposito a questo riguardo è di pubblicare qualche episodio raccolto nelle uscite, per trasmettere direttamente la realtà che incontriamo. Abbiamo come esempio la bella iniziativa del progetto Aquilone che con la serie di podcast Voci dal silenzio da voce a persone
coinvolte nella tratta e nella prostituzione. A proposito dell’Unità di Strada – Progetto Aquilone, la collaborazione con loro è proseguita nel 2024 con due incontri a Villa in giugno e dicembre e diverse telefonate nel corso dell’anno di reciproca informazione su ciò che succede in strada.